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Friction (about Vortex)

Vortex (CD Ethnoworld 2007)
La spirale di “Vortex†è formata da undici cerchi che si inseguono puntando al centro, a partire dall’apertura di “El infinito espacio interno†sino al finale di “Dal niente all’essereâ€.
La musica di Ab Libitum ammalia e avvolge, ipnotizza e incupisce, inquieta e solleva in un vorticoso (appunto) susseguirsi di suggestioni.
“Vortex†ha l’alchimia capace di affascinare l’immaginario di un regista perché manifesta una forte capacità visuale: è da un certo punto di vista una colonna sonora.
Ma gode anche della complessità compositiva e della ricchezza di spunti, tipica della miglior discografia orbiana capace com’è di non deludere un fan del duo inglese, ma anche un appassionato di sonorità decisamente più dark.
Scendendo via via verso il centro si teme la livida atmosfera di “L’heure de l’horreur est a l’auroreâ€, ci si fa scompigliare i capelli dalla danzereccia “Aria frescaâ€, si incontra Brian Eno che porta a spasso “Introduzione al Perpetuoâ€, si viene cullati da “Doceâ€.
Arrivati in fondo, basta un ultimo lungo respiro prima di guardare in alto, osservando i cerchi che ci sovrastano e lanciarsi nel nulla ritrovando se stessi nell’algido volo dell’essenziale traccia finale.
Per contatti adlibitum_musica@yahoo.it
Land (Febbraio 2008)
–http://www.spilambertonline.it/rubriche_community/friction_recensioni_desc.asp?id=172

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