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Friction! Review about Holosthesia

Enero 20th, 2010 by adlibitum

Per la seconda volta mi avvicino all’esperienza di ascolto di un album del duo Ad Libitum, coppia formata da Pablo Amante e Carmen Fernandez dedita alla ricerca e alla sperimentazione in campo musicale.
Se per musica Ambient, intendiamo la capacità di un suono di modificare la percezione dell’ambiente circostante l’ascoltatore, “Holosthesia” ne è un esempio stra-ordinario tanta è la sua forza evocativa, la sua capacità di esprimere immagini, di trasformare l’ascoltatore in viaggiatore, di divenire tattile.
Il lavoro per immagini si manifesta fin dall’apertura di “Plus Citerior” ideale sfondo alle immagini della Nasa raccolte ne “L’ignoto spazio profondo” di Werner Herzog o continuando con “Humores” degna rappresentazione dell’ambivalenza di natura amica / nemica che potremmo udire entrando nella foresta di “Aguirre furore di Dio” del regista teutonico.
“Liber Manualis” ci introduce nelle atmosfere silenti, fatte di odore di carta e inchiostro, di piccoli rumori di vita quotidiana identici tra loro da secoli, mentre “Paso Atras” ci racconta di un uomo chino sulla chitarra, solo, mentre fuori da lui la città corre impazzita.
La compilazione di brani prosegue docile, liquida, oscura, blu, catartica, notturna, perturbante, ariosa capace com’è di evocare sogni, meditazioni, fantasmi interiori, desideri non detti ed anche il più profondo dei respiri.
La chiusura spetta a una “No comment” dove duettano chitarra elettrica e onde elettromagnetiche e a “Tir na n’Og” che è il silenzio inquieto e millenario provato di fronte a una pietra tombale posata da secoli in un campo incolto.
“Holostesia” è un’esperienza sensoriale, un viaggio interiore nella memoria e nel desiderio, la fine e l’inizio, l’immensamente finito, il caos e la pace.
LAnd (Agosto 2009)

http://www.spilambertonline.it/index.php/rubriche-community/friction

Beautiful Freaks (about Vortex)

Marzo 28th, 2009 by adlibitum
Ascoltando la prima traccia sembra di essere finiti dentro un film di fantascienza… non è una canzone ma un insieme di suoni che fanno venire in mente un fim di Kubrick, Spielberg o simili, affascinante. Si prosegue e il secondo brano da la sensazione di un film Horror, capisco, a questo punto, che si tratta di uno di quegli esperimenti elettronici, particolari, un po’ intelettualoidi ma accattivanti. L’atmosfera che la band crea è molto suggestiva. “Aria Fresca”, finalmente ricorda una canzone, ha una linea melodica “quasi” definita… penso che questa band sarebbe perfetta per scrivere colonne sonore, in quanto a gestire i suoni sono bravissimi. In “Doce” fa la comparsa la voce, anche questo brano è costruito in modo diverso rispetto agli altri, è piĂą canzone, ed è anche ben fatto , sperimentale si ma al punto giusto, bravi. In conclusione una band che , secondo me, ha del talento. Sarebbe affascinante se provassero a fare un album piĂą commerciale e accessibile, credo ne verrebbe fuori qualcosa comunque di nuovo e innovativo. (Marco Daniel O’Dowd)
–http://www.beautifulfreaks.org/adlib.html

Friction (about Vortex)

Marzo 28th, 2009 by adlibitum
Vortex (CD Ethnoworld 2007)
La spirale di “Vortex” è formata da undici cerchi che si inseguono puntando al centro, a partire dall’apertura di “El infinito espacio interno” sino al finale di “Dal niente all’essere”.
La musica di Ab Libitum ammalia e avvolge, ipnotizza e incupisce, inquieta e solleva in un vorticoso (appunto) susseguirsi di suggestioni.
“Vortex” ha l’alchimia capace di affascinare l’immaginario di un regista perché manifesta una forte capacità visuale: è da un certo punto di vista una colonna sonora.
Ma gode anche della complessità compositiva e della ricchezza di spunti, tipica della miglior discografia orbiana capace com’è di non deludere un fan del duo inglese, ma anche un appassionato di sonorità decisamente più dark.
Scendendo via via verso il centro si teme la livida atmosfera di “L’heure de l’horreur est a l’aurore”, ci si fa scompigliare i capelli dalla danzereccia “Aria fresca”, si incontra Brian Eno che porta a spasso “Introduzione al Perpetuo”, si viene cullati da “Doce”.
Arrivati in fondo, basta un ultimo lungo respiro prima di guardare in alto, osservando i cerchi che ci sovrastano e lanciarsi nel nulla ritrovando se stessi nell’algido volo dell’essenziale traccia finale.
Per contatti adlibitum_musica@yahoo.it
Land (Febbraio 2008)
–http://www.spilambertonline.it/rubriche_community/friction_recensioni_desc.asp?id=172

Ondalternativa.it (about Holosthesia)

Marzo 28th, 2009 by adlibitum
Gli Ad Libitum trasportano subito, giĂ  dalle prime note, in una dimensione sognante, rarefatta.
I suoni mi sembrano ben costruiti, ogni effetto appare studiato nei minimi dettagli.
Chi ha una spiccata fantasia facilmente si può immaginare trasportato in un’altra dimensione, le voci che si sentono nella prima traccia “plus citerior” sembrano echi provenienti dalla Terra, mentre noi stiamo fluttuando nello spazio: meteoriti che ci passano accanto e ondeggiamenti pacifici fra le stelle…I miei viaggi continuano con la seconda traccia, “humores”, dove i suoni elettronici accompagnano uno strumento a fiato. Ma con la terza entro ufficialmente in una favola e ci rimarrò almeno fino alla sesta traccia. Entro nella favola direttamente dall’inizio, sembra l’alba di un giorno in Irlanda…“liber manualis” è la traccia piĂą lunga del cd, 9 minuti e 45 secondi, poi ci sono 3 tracce sui 3 minuti e 4 sui 6 minuti.
Dalle colline irlandesi (che poi non c’è un preciso motivo per cui mi sia venuta in mente l’Irlanda) con la quarta traccia sono entrata in un castello; lo strumento a corde – sempre accompagnato da suoni elettronici – mi fa immaginare di essere davanti ad un camino ed attendo l’entrata di cavalieri e dame.

“Ogam”, la quinta, mi fa cambiare scena, forse sono in un videogioco medievale, mi attendono prove ed esplorazioni, è la musica che me le indica. Al mio ingresso tutta una giungla si agita, ma presto tutto torna calmo, forse un Bianconiglio presto verrĂ  ad aiutarmi…

La settima, “no comment” è una sorpresa, è completamente diversa nel ritmo e nei suoni rispetto a tutto il resto del cd. All’inizio una voce femminile parla in italiano, ma non sono riuscita a decifrare quasi nessuna parola, sembra legga un bollettino; si risente a metĂ  traccia, ma è ancora piĂą incomprensibile. Suoni veloci, stavolta non è una favola, sembra quasi un poliziesco, e noi siamo all’inseguimento di qualcuno.
L’ottava ritorna ad essere in linea con il resto del cd.

L’elettronica è l’elemento principale, con l’aggiunta di strumenti a fiato e a corda. Leggo sul loro myspace che la loro musica riflette la loro interna diversitĂ : “la cultura occidentale e orientale, il folklore e la musica antica, le nostre origini nel Rock, gli studi accademici, il profondo interesse e il lavoro col timbro e la manipolazione del suono attraverso la tecnologia e l’elettronica, allo scopo di riuscire ad avere un impatto sull’ascoltatore.”

Sicuramente un cd particolare, suggestivo (e per quanto mi riguarda ha acceso pure troppo la mia fantasia), interamente strumentale. Si discosta dai soliti cd di musica elettronica, sul loro myspace definiscono il loro genere come Sperimentale / Elettronica / Ambiente. Io lo consiglierei a tutti, nel senso che anche se si preferisce rock, o indie, o musica classica o hip hop, comunque si potrebbe trovare questo cd molto interessante. Da mettere in casa come sottofondo o in macchina, per viaggi lunghi.

Aggiunto: 19-10-2008
Recensore: Sara Colantonio

–http://www.ondalternativa.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=2792

Hello world!

Marzo 28th, 2009 by

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