Friction! Review about Holosthesia
Enero 20th, 2010 by adlibitumPer la seconda volta mi avvicino all’esperienza di ascolto di un album del duo Ad Libitum, coppia formata da Pablo Amante e Carmen Fernandez dedita alla ricerca e alla sperimentazione in campo musicale.
Se per musica Ambient, intendiamo la capacità di un suono di modificare la percezione dell’ambiente circostante l’ascoltatore, “Holosthesia” ne è un esempio stra-ordinario tanta è la sua forza evocativa, la sua capacità di esprimere immagini, di trasformare l’ascoltatore in viaggiatore, di divenire tattile.
Il lavoro per immagini si manifesta fin dall’apertura di “Plus Citerior” ideale sfondo alle immagini della Nasa raccolte ne “L’ignoto spazio profondo” di Werner Herzog o continuando con “Humores” degna rappresentazione dell’ambivalenza di natura amica / nemica che potremmo udire entrando nella foresta di “Aguirre furore di Dio” del regista teutonico.
“Liber Manualis” ci introduce nelle atmosfere silenti, fatte di odore di carta e inchiostro, di piccoli rumori di vita quotidiana identici tra loro da secoli, mentre “Paso Atras” ci racconta di un uomo chino sulla chitarra, solo, mentre fuori da lui la città corre impazzita.
La compilazione di brani prosegue docile, liquida, oscura, blu, catartica, notturna, perturbante, ariosa capace com’è di evocare sogni, meditazioni, fantasmi interiori, desideri non detti ed anche il più profondo dei respiri.
La chiusura spetta a una “No comment” dove duettano chitarra elettrica e onde elettromagnetiche e a “Tir na n’Og” che è il silenzio inquieto e millenario provato di fronte a una pietra tombale posata da secoli in un campo incolto.
“Holostesia” è un’esperienza sensoriale, un viaggio interiore nella memoria e nel desiderio, la fine e l’inizio, l’immensamente finito, il caos e la pace.
LAnd (Agosto 2009)
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